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    I curatori di Votantonio (che poi sarebbe solo uno, lui) declinano ogni responsabilità di qualsivoglia natura. Le notizie riportate provengono da altri siti sparsi per la rete e dai normali organi d'informazione, persino da quelli di rai e mediaset. I testi vengono redatti da soggetti (sempre uno, sempre lui) evidentemente incapaci di intendere e di volere, prova ne sia il fatto che qualche volta hanno votato per Pannella e per Rifondazione. Il blog è attivo da gennaio 2006, non ha periodicità regolare ed è aggiornato secondo gli umori del webmaster, la pazienza della sua compagna, e la gradazione alcolica delle bevande ingurgitate.
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Mafia

“bla bla bla bla bla…”

Servizio traduzioni: “Se mi prescrivono il processo mills faccio almeno finire il lavoro sporco a Monti, altrimenti vaffanculo e trascino tutto e tutti nel burrone”

Piano piano ci arriviamo

Dio tassista

Io sinceramente non ho capito in che modo liberalizzando qualcosa si abbiano dei miglioramenti economici generali, tantomeno ho capito cosa abbiano da sbraitare tanto i tassisti, categoria che mi è sempre stata sui coglioni a prescindere, così come, sarà un caso, quella dei farmacisti degli avvocati e dei notai.
Certo è che dopo aver visto questo bell’esempio di intellettuale qui sotto non posso che pensare che più questi si incazzano, più urgenti sono le liberalizzazioni.

 

Il capoclan dei padalesi

Topi di fogna

Ancora una volta questa fogna che qualcuno si ostina a chiamare parlamento ha mostrato la sua vera faccia. Anzi, feccia.
Mi viene in mente una frase che tempo fa disse uno dei più luridi capicosca della cloaca: “Una pallottola costa solo trecento lire”.
No nulla, a volte mi vengono associazioni di idee un po’ così.

Cinque euro l’ora

Tanto valeva la vita dell’ennesimo morto sul lavoro.
Tutto qui, fine del post.

Roma sciattona

Come volevasi dimostrare, non appena qualcuno ha sussurrato che forse, magari, potrebbe essere presa in considerazione, con le dovute cautele, l’ipotesi che qualche sacrificio potrebbero farlo anche loro per esempio riducendosi un tantino lo stipendio che rubano, i ladri di stato si sono immediatamente ribellati. “Ci volete sciattoni!” ha frignato un leghista, uno di quelli che fino a ieri gridava contro roma ladrona. E le mie saranno destinate a rimanere solo utopie, ma io continuo a sognare un popolo armato di lucidi forconi e di corde ben insaponate.

Ci sarebbero anche altri che mi piacerebbe appendere oltre a parlamentari e dirigenti: quelli che ieri hanno dato alle fiamme un campo rom perchè una biondina di buona famiglia ha denunciato, ma non era vero, di essere stata stuprata. Loro sì coi forconi, tutta gente comune, bravi padri di famiglia, di quelli che se davvero avessero assistito a uno stupro per strada si sarebbero voltati dall’altra parte facendo finta di non vedere. Tra loro anche tanti poveracci probabilmente, tutti uniti, pronti a vendicarsi e a mettere a ferro e fuoco non i palazzi del potere, ma baracche e rulotte di gente più poveraccia di loro.

Piccole frasi che passano quasi inosservate

“Sull’ici siamo disposti a trattare” dicono i vescovoni. Come sarebbe a dire siete disposti a trattare? Da quando in qua a gente che va in giro con dei ridicoli cappelloni in testa e delle palandrane fino ai piedi (cit. borghezio) è consentito di trattare sulle leggi di uno stato che oltretutto già gli passa, e non ho mai capito perchè, una fraccata di soldi nostri? Se c’è da pagare pagate e basta! Altrimenti voglio trattare pure io:

Votantonio: “Sulle pensioni sono disposto a discutere, nel senso provatevi a toccarle e vi appendo per i piedi!”

Ah, e poi ora come non mai sarebbe necessario il voto palese: che il conto lo si faccia pagare ai milioni di testedicazzo che in tutti questi anni hanno votato per il mafioso del consiglio e la sua feccia.

Il mafioso è sempre lì

L’altra sera Benigni ha esordito in uno spettacolo dicendo “Non c’è più!”. Ah sì? E dov’è finito di grazia? Un mese fa la gente festeggiava di fronte a Montecitorio, e io è da un mese che cerco di capire cosa. “Mi basta non vedere più calderoli in tv” dicono in tanti. A parte che ieri sera da Santoro c’erano i soliti gasparri e rutelli, due i cui solo sguardi fanno sentire come delle piccole Einstein le galline del pollaio qui dietro casa, ma in ogni caso mi sembra un po’ pochino per stappare bottiglie di spumante.

Oggi le prime pagine dei giornali riportano le polemiche sull’ici alla chiesa, sulla tassazione dei capitali scudati, sugli accordi con le banche svizzere, sull’annullamento delle commesse per i cacciabombardieri, sulla patrimoniale, sugli evasori, tutte misure elementari che chiunque fosse al governo, dal sottoscritto a Nonna Papera, avrebbe preso in cinque minuti per risanare i bilanci  senza andare a toccare pensioni e prezzo della benzina. Chiunque meno che uno: il mafioso del consiglio. Che infatti provvedimenti del genere non ne ha mai presi in vent’anni che sta al governo. Sta, indicativo presente.

Già, perchè si ha un bel prendersela con Monti, persona probabilmente degna e onesta (parentesi: ci rendiamo conto che dignità e onestà, virtù che dovrebbero essere date per scontate parlando di funzionari dello stato, devono essere sottolineate in rosso?), solo che il presdelcons non è lui. Qualunque cosa possa avere in mente per risolvere un qualsiasi problema, fosse anche l’altezza dell’erba del suo giardino, a votarla saranno sempre quegli stessi brunetti e santanchelli che appena ieri hanno giurato che Mubarak ha una nipote troia, quegli stessi capezzoni e cicchitti che non è che oggi penzolino a testa in giù da qualche lampione, ma siedono indisturbati tra i banchi del parlamento.

E adesso per giustificare il titolo del post, vi faccio un quiz:
CHI L’HA DETTO?
“L’asta andrà deserta”
A) Un boss mafioso a proposito della messa in vendita dei suoi beni confiscati.
B) Un boss mafioso a proposito della messa in vendita delle frequenze televisive.

——————————————-

PS: Dopo l’esilarante uscita di bersani che disse che le dimissioni del governo erano merito suo, mi domandavo come mai anche d’alema non ci avesse dispensato di qualche sua perla. E’ arrivata fresca fresca: “Finalmente con questa manovra pagheranno anche i ricchi”. Sipario.

Piccoli errori di battitura

1,5% la tassa sui capitali scudati. C’è una virgola di troppo, Monti voleva dire 15%, vedrete che correggerà.
E pure sulla reintroduzione dell’ici c’è stata una svista, ovviamente non può essere che un errore che io debba pagarla e il prete di fronte no.
E la tracciabilità dei pagamenti, figuriamoci se hanno fissato il limite a 1.000 euro, sono 100, ma il dattilografo ha messo per sbaglio uno zero in più.
E poi si son dimenticati la deducibilità delle fatture per i lavori di casa, la tassa sui patrimoni milionari, quella sulle rendite finanziarie, il sequestro dei conti svizzeri, l’esproprio delle ville abusive, la fornitura gratuita di forconi, ma vedrete, è solo una distrazione e il governo rimedierà.
Vero?

Piange, lei.

Ormai è un mondo all’incontrario quello in cui a piangere è chi la supposta ce l’ha dalla parte del manico.
I panfili non verranno nemmeno sfiorati, vitalizi stipendi buonuscite liquidazioni di una classe dirigente fallimentare neppure, i nostri culi in compenso sì. E nemmeno una parola è stata pronunciata contro quelli, responsabili del disastro,  che fino a ieri invitavano a combattere una crisi, che peraltro a loro dire non c’era, sposando uomini ricchi.
Ma a parte qualche isolata voce di dissenso nessuno scenderà in piazza e tutti accetteranno loro malgrado di mettersi a 90 gradi ancora una volta. La giustificazione più gettonata è “Guardate questi, e pensate a chi c’era prima al loro posto”. In effetti a sentir parlare Monti si ha l’impressione che prima di aprir bocca formuli un pensiero di senso compiuto, e per contrasto ti tornano in mente le barzellette di quell’altro vecchio bavoso. Vedi piangere la Fornero e ti tornano in mente ministre da calendario e troie di stato. E ti viene quasi naturale adesso accettare di tutto.
Ecco, di questo ventennio infame che ancora deve finire è questa la cosa più devastante.

Come si suol dire: io ve l’avevo detto.

Pare che da lunedì sapremo di quanta vaselina dovremo coprirci. Ve lo dico io: tanta. E non basteranno tutti gli orifizi.
In compenso, mentre negli altoforni gli operai continueranno a morire che 40 anni di sudore non bastano, i proprietari di panfili battenti bandiere colorate a casaccio continueranno a delocalizzare, evadere e godersela.
Il bello è che alle prossime elezioni, che siano domani o tra un anno non fa differenza, i cervelloni del pd passeranno per i soliti comunisti che hanno aiutato Monti ad aumentare le tasse, mentre i soliti maiali che nel frattempo si saranno ricostruiti l’imene le rivinceranno a mani basse.
C’è solo una piccola variabile che potrebbe risultare destabilizzante: il crollo del sistema con tanto di bancomat spernacchianti che tre anni fa prevedevo, scusate l’autocitazione, “entro due tre anni al massimo”, è alle porte.
Puntualissimo.

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